lunedì 6 aprile 2009

"CAMICIE VERDI": A CHI FA PAURA?

La proiezione del film "Camicie verdi" è stata sospesa dopo che per tutta la giornata di venerdì sono giunte inquietanti telefonate alla cooperativa che gestisce la sala dove era previsto il film mettendo a rischio anche il posto di lavoro dei dipendenti della cooperativa stessa, per questo motivo abbiamo deciso di RINVIARE l'evento in altra data e altra sede.

Evidentemente questi "signori" non hanno il coraggio o forse non sono assulatamenter in grado di sostenere qualsivoglia dibattito democratico e preferiscono queste subdole maniere per far tacere le voci contrarie alla loro politica xenofoba e razzista.

Di seguito il comunicato che l'ANPI ha diffuso:

Venerdì 3 aprile l'ANPI di Lainate aveva organizzato in un centro comunale la proiezione del film documentario “CAMICIE VERDI” realizzato 4 anni fa dal giornalista Claudio Lazzaro.

Dal giorno della scelta del luogo e del giorno della proiezione, sono cominciate ad arrivare alla cooperativa che gestisce il luogo della proiezione, pressioni via via sempre più insistenti per negare la sala. Pressioni che hanno raggiunto il culmine nella giornata di venerdì con telefonate al limite dell'intimidazione mafiosa anche da parte di sedi istituzionali. locali e provinciali, probabilmente legati politicamente ai soggetti protagonisti del documentario.
L'ANPI visto il clima e soprattutto preso atto che la scelta di proiettare il film avrebbe potuto colpire i lavoratori della cooperativa, decideva di sospendere momentaneamente la proiezione per tutelare i lavoratori minacciati.

Anche se riteniamo non sia necessario ribadiamo che tutte le iniziative dell'ANPI sono sempre state e sempre saranno svolte in piena libertà e democrazia come era del resto quella di venerdì 3 aprile.

Nei nostri dibattiti viene sempre garantito a tutti il diritto di esprimere la propria opinione, favorevole o contraria che sia. Questo perchè crediamo fermamente nella forza dei valori democratici sanciti dalla nostra Costituzione nata dalla guerra di Liberazione, con il sacrificio di migliaia di Partigiani e che per questo ci obbliga ancora di più a rispettarla e a difenderla.

Valori che parlano di democrazia, uguaglianza e diritto di opinione, evidentemente non condivisi da chi ha voluto in ogni modo censurare la serata. Saremo sempre impegnati per far si che soprattutto chi non condivide le nostre idee possa sempre esprimerle liberamente in ogni luogo e in ogni circostanza nel rispetto della Costituzione e delle leggi che regolano la vita civile.

Vogliamo dire a questi individui, che evidentemente non condividono questi valori e le regole della democrazia, che la serata sarà ripetuta in un luogo che non possa più essere soggetto ad avvertimenti o minacce di nessun genere; ci impegniamo fin da ora a rendere pubblica tutta la vicenda informando gli organi di stampa locali e sul Web: rinnoviamo l'invito a TUTTI i cittadini di partecipare alla proiezione e di far valere le proprie ragioni in quella sede.

Ringraziamo gli assessori comunali presenti e tutte le organizzazioni di Lainate, e non solo, che hanno espresso solidarietà e sostegno nei nostri confronti.

ANPI di Lainate sez. Pio Zoni

5 commenti:

  1. quando verra' riproiettato?

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  2. E soprattutto,dove?Auspico l'utilizzo di un luogo che ci permetta di gridare tutto il nostro sdegno per i sistemi intimidatori che sono stati utilizzati,che poco hanno a che vedere col fascismo,essendo ben più vicini ad un'altra realtà tutta italiana conosciuta come "mafia".Non lasciamogliela vincere,mobilitiamoci e mobilitiamo la cittadinanza contro questi ducetti in doppiopetto.Prima che anche Lainate si ritrovi senza le panchine nei parchi pubblici...

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  3. Cristina Bergo9 aprile 2009 11:24

    La faccenda è grave. E' un attacco ai principi fondamentali della democrazia e bisogna stare attenti anche e soprattutto a non ritrovarsi invischiati in dinamiche collusive, senza il coraggio di affrontare la questione apertamente: sarebbe utile fare nomi e cognomi di chi ha impedito la visione del film, a maggior ragione se sono persone che occupano ruoli in istituzioni deputate alla garanzia e alla difesa del funzionamento democratico (e il video francese con Borghezio protagonista, presente in questo blog è illuminante!), sarebbe utile non solo far sapere ma coinvolgere il più alto numero possibile di persone, di cittadini (non solo lainatesi, perchè le minacce arrivano anche da altri territori) per organizzare una risposta importante e significativa su questa questione che è il sintomo di qualcosa di più grosso e terribile che ci riguarda tutti nel nostro vivere quotidiano. In questo tener viva la lezione dei nostri cari partigiani!!
    Cristina Bergo

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  4. una sola osservazione. L'anpi non è un sindacato, ma un'associazione di persone che sono state o si sentono vicine alle idee e alle pratiche di chi ha combattuto per la libertà... di tutti. credo che oggi una pratica, per quanto comprensibile, che possa lasciare spazio al dispiegarsi dell'intimidazione non sia condivisibile. Penso che la sospensione della proiezione di "camicie verdi" abbia dato spazio e potere ai mafiosi che l'hanno suggerita, proposta e, alla fine imposta e questo per me è profondamente sbagliato. forse non porterà fortuna, ma credo giovi ricordare che il motto della repubblica spagnola e delle brigate internazionali era NO PASARAN!. Credo che quello slogan, oggi più che mai, ci appartenga e vada praticato.

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  5. flavio non ha capito che all'anpi non e' stato possibile proiettare il film perche il job caffe' gli ha negato lo spazio fisico dove farlo. l'anpi non ha subito nessuna pressione e' il job che l'ha subita

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